Un indagine mondiale prova che un adulto su otto soffre di obesità

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Un rapporto completo sul peso degli adulti a livello mondiale. Prendiamo come base il 2014. 5 miliardi di persone vive nel mondo. 641milioni obesi. Questi i dati allarmanti dell’indagine pubblicata sulla rivista medica The Lancet (http://www.thelancet.com) che lancia l’allarme di una crisi per obesità grave, da considerarsi come una vera e propria malattia causata da un’alimentazione ad alto contenuto di grassi e zuccheri.

L’indagine di The Lancet è basata sul controllo del BMI (la percentuale di massa grassa) mettendo a confronto i dati di 1.698 studi che hanno preso in esame il 99% della popolazione mondiale adulta (19.2 milioni di persone in 186 paesi del mondo). Per gli uomini l’obesità nel 1975 era del 3.2% della popolazione; nel 2014 la percentuale era salita al 10.8%. Per le donne la percentuale è passata dal 6.4% al 14.9%. Combinando insieme i dati di uomini e donne la percentuale globale è del 12.9%.

L’analisi dello studio permette quindi di pianificare che se il tasso di obesità continuerà a salire con questo ritmo, nel 2025 avremo un quinto degli uomini (18%) e delle donne (21%) che saranno obesi. Gli autori dello studio hanno rilevato come sia diminuito anche il numero delle persone sottopeso, anche se con una percentuale più bassa rispetto a quella dell’obesità.

Le nazioni dove ci sono più persone obese sono la Polinesia e la Micronesia. Ma quasi un quinto di tutti gli obesi del mondo vivono negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Irlanda, in Australia, in Canada e in Nuova Zelanda. L’indice di persone sottopeso è invece presente in Etiopia ed Eritrea.

Cosa si può fare quindi per salvaguardare la salute di chi è soggetto all’obesità e controvertere questa tendenza? Lo studio del Lancet offre spunti di riflessione, offrendo spunti di risoluzione del problema nel cambiamento delle politiche sociali, nell’aiuto alimentare per le famiglie povere, nell’evitare il consumo eccessivo di carboidrati elaborati e cibi malsani e, nei casi più gravi, con l’aiuto di farmaci (specialmente per combattere il colesterolo e la pressione sanguigna).

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