La storia del trattamento aminoacidico proteico

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Curiosità da Italfarmacia

Il concetto di dieta a bassissimo contenuto calorico, PSMF (Protein Sparing Modified Fast), fu ideata negli anni 70 dal dr. Blackburn.
La scarsa quantità dei substrati proteici e della carenza di potassio facilitarono il sorgere di problemi cardiaci che resero la PSMF una preda facile per gli “attacchi scientifici”. Queste carenze vennero presto risolte e la metodica prese rapidamente piede in Europa dove si capì l’importanza delle fonti (il siero di latte come fonte più nobile della caseina, albumina, soja) e delle caratteristiche organolettiche per questo tipo di dieta.

La dieta viene presto considerata sicura ed efficace anche dal Ministero della Salute Americano mentre in Europa si continua a testare il suo successo, non solo nel breve periodo ma anche a lungo termine. Ad esempio, il Ministero Finlandese della Salute indica la dieta proteica come giusto mezzo per la prevenzione dell’obesità associata a fattori di rischio (diabete tipo 2, dislipidemia, ipertensione, intolleranza al glucosio).

Anche nel nostro paese furono verificati gli effetti del dimagrimento, nel miglioramento del trofismo cutaneo, nel trattamento della cellulite e dell’adiposità localizzata. Il contributo maggiore dato dall’Italia, patria della dieta mediterranea, fu quello di considerare l’approccio dietetico proteico come un trattamento nutrizionale volto, nel breve termine, alla riduzione del peso corporeo o, meglio, del tessuto adiposo localizzato e più resistente e, non come una dieta, intesa invece come riadattamento ad un corretto stile di vita.

Dal 1995 dunque nasce la Liposuzione Alimentare, un sistema di protocolli dietetici inspirati ai principi proposti da Blackburn e perfezionati per consentire un consumo localizzato del tessuto adiposo garantendo una conservazione pressoché totale della massa muscolare, con conseguente miglioramento del metabolismo basale. La novità assoluta nel panorama delle diete proteiche fu l’introduzione di un integratore aminoacidico appositamente formulato, costituito di proteine di siero di latte implementato di aminoacidi essenziali, al fine di rispettare le percentuali proposte da Meister per riprodurre la formula del latte materno.

Infatti, una bilancia calorica negativa (c.a. 800 calorie/dì), una protezione della massa muscolare e una bilancia azotata positiva sono gli obiettivi della dieta proteica. Solamente mediante supplementazione specifica e di alta qualità, sono centrati tutti gli obiettivi di un trattamento proteico sicuro ed efficace, che deve sempre avvalersi di una giusta integrazione multivitaminica e multimineralica, sennonché alcalinizzante.

Dunque, quando si parla di dieta proteica devono tornare alla memoria le prime sperimentazioni negli anni ’70 con Blackburn et al., che sono poi evolute proprio nel nostro paese con la Liposuzione Alimentare e l’importanza dell’integrazione aminoacidica, mantenendo come obiettivo finale non solo il calo ponderale ma il benessere in toto del soggetto.

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