Fuoco di san’antonio

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Pelle con vescicole da Fuoco di Sant'Antonio

Hai mai sentito parlare di Herpes Zoster? Si tratta di una malattia che colpisce persone adulte e soprattutto anziane, provocata da un virus appartenente alla famiglia degli Herpes Virus. Comunemente chiamata “Fuoco di Sant’Antonio”, questa patologia è molto temuta per le dolorose eruzioni cutanee che provoca. L’Herpes Zoster è una malattia infettiva causata dallo stesso virus responsabile della varicella. Questo virus infatti ha la capacità di restare inattivo per diversi anni all’interno del tessuto nervoso, per poi riattivarsi dopo molto tempo con le dolorose manifestazioni tipiche dello sfogo di Sant Antonio.

In questo articolo vogliamo spiegarti tutto ciò che devi sapere su questa malattia. Vedremo quali sono i sintomi più comuni, come avviene il contagio, quanto dura la malattia e quali sono i trattamenti medici maggiormente utilizzati per curarla.

Fuoco di Sant Antonio sintomi

Il nome della malattia descrive molto bene i sintomi che provoca. Le due parole “herpes” e “zoster” in greco classico significano letteralmente “serpente” e “cintura”. In effetti, la sensazione di dolore e le eruzioni cutanee solitamente si manifestano sul tronco proprio come una mezza cintura. Il virus Varicella-Zoster infatti, colpisce prevalentemente i gangli delle radici dorsali.

Pelle con bolle da Fuoco di Sant'Antonio

L’infezione provoca sfoghi cutanei dolorosi e pruriginosi che compaiono inizialmente sotto forma di macchie rosse. Con il passare dei giorni, queste evolvono in piccole bolle o vescicole, simili a quelle della Varicella. Generalmente, l’area del corpo più colpita è quella del tronco, ma raramente può essere coinvolto anche il viso. Quando il viso e la zona degli occhi si riempiono di vescicole pruriginose, la patologia prende il nome di Herpes Zoster oftalmico. In questi casi, è fondamentale richiedere tempestivamente un consulto medico per stabilire il trattamento più efficace.

Oltre all’eritema sulla pelle, questa malattia si può manifestare con altri sintomi, come ad esempio febbre, mal di testa, spossatezza, brividi e dolori addominali.

Fuoco di Sant’Antonio cause

Il primo contatto con il virus Varicella-Zoster provoca nella maggioranza degli individui non vaccinati l’insorgenza della malattia conosciuta con il nome di “varicella”.

Dopo la guarigione, il sistema immunitario inizia a produrre degli anticorpi specifici per impedire che si sviluppino successive infezioni in futuro. Tuttavia, questo non significa che l’organismo riesca a sconfiggere del tutto il virus. Questo infatti rimane inattivo per molto tempo, ritirandosi all’interno dei gangli sensitivi delle radici dorsali. Spesso rimane silente per diversi anni o addirittura per tutta la vita. Quando le difese immunitarie si abbassano improvvisamente, il virus può riattivarsi, provocando così la comparsa del Fuoco di San’Antonio interno.

Virus del Fuoco di Sant'Antonio

Molte volte il calo delle difese immunitarie e la conseguente riattivazione del virus sono causate dall’età avanzata, da alcune forti terapie farmacologiche o da malattie che colpiscono il sistema immunitario, come ad esempio l’HIV. Inoltre, anche periodi caratterizzati da un forte stress psicofisico possono provocare un improvviso abbassamento delle difese immunitarie.

Solitamente, chi non ha contratto la varicella, non potrà mai avere l’Herpes Zoster, mentre tutti gli individui che hanno avuto questa malattia, corrono il rischio che questo virus in forma latente si riattivi.

Come abbiamo detto comunque, si tratta di un virus che può rimanere inattivo anche per tutta la vita. Nei soggetti anziani, fragili o in persone che sono sottoposte a cure come la chemioterapia o la radioterapia, le probabilità che questo virus ritorni attivo sono sicuramente maggiori.

Altre volte invece, alcuni fattori come lo stress, periodi di forte stanchezza o le scottature solari possono indebolire le difese immunitarie e rendere così anche i soggetti sani più fragili e più esposti al rischio di ammalarsi.

Fuoco di Sant Antonio contagio

Ma come si trasmette il contagio da un soggetto all’altro? In realtà un individuo infetto può trasmettere la malattia soltanto a persone che non hanno mai contratto la varicella o che non sono stati vaccinati per questo virus. Se questi soggetti vengono contagiati, contraggono l’infezione primaria, ovvero la varicella.

Il contagio può avvenire tramite il contatto diretto, solo dopo la comparsa dei sintomi, tra i quali l’eruzione cutanea e la comparsa delle vescicole. Queste infatti producono un fluido, che, se viene a contatto con soggetti sani, può trasmettere la malattia. È importante quindi che le persone colpite dal virus evitino di grattare le vescicole, si lavino spesso le mani e mantengano coperta l’area colpita dall’eruzione. Inoltre, non dovrebbero condividere con altri i loro oggetti personali, come ad esempio gli asciugamani.

Durante la fase attiva della malattia, è molto importante prestare particolare attenzione a non trasmettere l’infezione alle donne incinte, ai neonati e ai soggetti immunodepressi, che per vari motivi hanno subito un calo delle difese immunitarie.

In tutti i casi, il contagio può avvenire soltanto durante la fase attiva del Fuoco di Sant’Antonio, ovvero dopo la comparsa dell’eruzione cutanea e prima che le vescicole si trasformino in croste secche.

Fuoco di Sant’Antonio quanto dura?

Anche se il soggetto colpito si può considerare contagioso solo per un breve periodo di tempo, le manifestazioni della malattia possono durare per 10-15 giorni circa. Durante questo periodo, le bolle che si sono formate sulla pelle piano piano evolvono in croste e con il passare dei giorni cadono, lasciando la pelle completamente guarita. Tuttavia, il dolore forte che caratterizza questa malattia può continuare a farsi sentire anche dopo la guarigione della pelle. Questo sintomo infatti è causato dall’infiammazione che il virus scatena a livello dei nervi.

Il trattamento di questa malattia ha l’obiettivo principale di alleviare il dolore, e per questo prevede l’assunzione di farmaci antinfiammatori e antidolorifici. Quest’infezione infatti, guarisce spontaneamente nella maggior parte dei casi. Tuttavia, si consigliano alcuni trattamenti farmacologici per ridurre il fastidio e il dolore causato dalla malattia. Oltre agli antidolorifici, spesso il medico prescrive alcuni specifici farmaci antivirali, in grado di ridurre la proliferazione del virus e la durata della sua manifestazione. Inoltre, molte volte viene impiegato un gel specifico a base di Cloruro d’Alluminio, molto efficace per alleviare il prurito e per ridurre i tempi di guarigione.

Schiena con bolle per Fuoco di Sant'Antonio

In conclusione, se presenti uno dei sintomi sopraindicati, ti consigliamo di rivolgerti subito al tuo medico di fiducia in modo da stabilire se si tratta del Virus Herpes Zoster o meno. Se sei stato colpito da questa malattia, niente panico! Il tuo medico ti consiglierà il trattamento più efficace e con un pò di pazienza tornerai presto in salute!

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