Dieta Dissociata Classica: menu e benefici

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dieta dissociata classica

Premessa: Le seguenti informazioni hanno scopo esclusivamente informativo e non intendono sostituire il parere di professionisti necessario per la prescrizione di terapie alimentari personalizzate.

Descrizione:

Ideata nel 1904 dal medico francese Jacques Antoine, la versione classica della dieta dissociata prescrive l’assunzione di cibi appartenenti a gruppi alimentari ogni giorno diversi, evitando acqua e prodotti da forno durante i pasti. L’impossibilità di variare i cibi nel corso della giornata indurrebbe a consumarne quantità inferiori.

La Dieta Dissociata: un alimento al giorno leva il chilogrammo di torno

Il menù settimanale della Dieta Dissociata

 

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
Ogni pasto verdure (minestre, ortaggi, legumi) carne (bistecche, roast beef, prosciutto cotto e crudo, ecc…) uova (alla coque, sode, frittata) latte e derivati pasta frutta (fresca o cotta, succhi, spremute, frullati, macedonia) dieta libera
  • Perdita peso:
    Perdita di peso indicativa: circa mezzo chilogrammo al giorno nella prima settimana e duecentocinquanta grammi nella seconda.

Il parere dell’esperto

Il parere dell’esperto: Dott.ssa Mara Fusco

Sotto questa denominazione figurano un numero imprecisato di regimi dietetici ciascuno di essi con il suo corollario di divieti. Per dieta dissociata classica, per lo più, si intende quella proposta nei primi anni del 900 da Jacques Antoine, in essa gli alimenti vengono ripartiti per gruppi di appartenenza e ciascun gruppo può essere consumato senza limiti quantitativi in un giorno della settimana, tra le proibizioni vigono quella di non consumare acqua ai pasti e l’eliminazione del pane.

Anche in questo caso, è evidente, che è la monotonia del programma a rappresentare il vero motivo che induce il soggetto a contenere i consumi. In realtà, al principio della “dissociazione alimentare”, si sono ispirati molti altri regimi, spesso con fini salutistici, piuttosto che dimagranti, ed è questo il caso della dieta dissociata di Hay, essa prevede che i processi digestivi e l’assimilazione intestinale possano essere favoriti scaglionando il consumo dei cibi nei singoli pasti ed evitando di assumere contemporaneamente proteine e carboidrati o categorie diverse di alimenti proteici (pesce, carni, formaggi).

Se volessimo concentrare la nostra attenzione sulla sola efficacia delle diete dissociate, nella perdita di peso, dovremmo concludere che lo sono meno di un’ipocalorica classica, questo perché, uno studio apparso sull’International Journal of Obesity nel 2000 ha messo a confronto due gruppi di soggetti obesi posti a dieta ipocalorica (1100 kcal/die), una dissociata e l’altra bilanciata. Il gruppo “dissociato” era diminuito in media di 1,5 kg in meno rispetto a quello “bilanciato”.

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